{"id":1196,"date":"2012-03-27T15:25:49","date_gmt":"2012-03-27T15:25:49","guid":{"rendered":"http:\/\/claude.geosharing.com\/?p=1196"},"modified":"2012-03-27T15:25:49","modified_gmt":"2012-03-27T15:25:49","slug":"ezio-bolis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/archives\/1196","title":{"rendered":"Ezio Bolis"},"content":{"rendered":"<p><strong>Attualit\u00e0 di una ricerca<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 facile accostare la figura di Charles de Foucauld e comprenderne subito lo spessore umano e spirituale. Per molti versi, egli rimane un enigma: nessuna definizione sembra adeguato a definirlo. Non pu\u00f2 essere considerato un monaco o un eremita nel senso che questi termini assumono tra l\u2019Ottocento e il Novecento.<!--more--> Certo, vive sempre in solitudine, alla Trappa di Akb\u00e8s, a Nazareth, a Beni-Abb\u00e8s e a Tamanrasset; passa lunghe ore ritirato in preghiera e in adorazione, con un tenore di vita pi\u00f9 austero di quello di qualsiasi ordine monastico. D\u2019altra parte, la sua vita \u00e8 tutt\u2019altro che segregata, come testimonia la fittissima rete di amicizie, di relazioni e di contatti, mantenuti attraverso una corrispondenza sempre abbondante; e poi le numerose visite, l\u2019ospitalit\u00e0 offerta a persone di ogni genere, le migliaia di chilometri percorsi attraverso il deserto per incontrare e conoscere pi\u00f9 da vicino le persone.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 essere qualificato neppure come un qualsiasi missionario del suo tempo: parla spesso di Dio e del Vangelo di Ges\u00f9 ai suoi amici arabi e Tuareg, ma in lui non c\u2019\u00e8 alcuna traccia di proselitismo, battezza pochissimo, \u00e8 molto attento a non forzare i tempi della conversione alla fede cristiana. Quanto ha fatto non pu\u00f2 neppure essere ridotto a un semplice \u00abintervento umanitario\u00bb in favore delle popolazioni povere dell\u2019Africa nord-occidentale e del Sahara: cura gli ammalati, distribuisce elemosine ai poveri e li invita a condividere la sua mensa, ma non intende assolutamente costruire n\u00e9 scuole n\u00e9 ospedali. Per diversi anni della sua vita, soprattutto nell\u2019ultima parte, dedica molte ore allo studio: si potrebbe vedere in lui un erudito di primo livello; compie ricerche etnografiche e linguistiche, e prepara grammatica tuareg; raccoglie poesie e poemi tuareg e compila un dizionario. Eppure in tutto questo lavoro scientifico, dai ritmi spesso febbrili, non c\u2019\u00e8 l\u2019ombra di una ricerca di notoriet\u00e0 o successo: lo testimonia la forza con cui esige dai suoi editori e superiori che sulle sue opere non compaia mai il suo nome.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 veramente Charles de Foucauld? Dove sta il baricentro della sua vita? Gi\u00e0 nel titolo, \u00abLa spiritualit\u00e0 eucaristica di Charles de Foucauld nella sua vita\u00bb, il lavoro di Claudio Sottocornola tenta una risposta e ci pare che colga nel segno. In effetti, l\u2019esperienza di fede di Charles \u00e8 profondamente segnata da una spiritualit\u00e0 eucaristica, che assume accentuazioni diverse nel corso della sua vita. Le modalit\u00e0 in cui avviene la sua conversione sono gi\u00e0 significative: in quel mattino di fine ottobre del 1886, nella chiesa di sant\u2019Agostino a Parigi, l\u2019abb\u00e9 Huvelin, dopo averlo ascoltato e assolto, invita Charles a comunicarsi; da quel momento egli percepir\u00e0 l\u2019Eucaristia come esperienza di intimit\u00e0 e di dolce colloquio con il Signore che nel Sacramento si rende presente. L\u2019Eucaristia diventa per lui l\u2019espressione viva del volto misericordioso di Dio, il segno della sua vicinanza, il modo per restare alla sua presenza. Questa sottolineatura dell\u2019Eucaristia nella sua dimensione di Presenza reale del Signore, si approfondisce nei dieci anni successivi: ad Akb\u00e8s e a Nazareth, Charles \u00e8 attratto dal mistero di Dio che si rende accessibile nel SS.mo Sacramento. La sua sola preoccupazione \u00e8 stare vicino a Ges\u00f9, perdersi unicamente in Lui. Questa ricerca di intimit\u00e0 si traduce in un desiderio continuo di passare giornate intere in contemplazione davanti al Santo Sacramento. In un ritiro spirituale del 1897, annota: \u00abMio Signore Ges\u00f9, sei nella Santa Eucaristia! Sei qui, a un metro da me, in questo tabernacolo! Il tuo corpo, la tua anima, la tua umanit\u00e0, la tua divinit\u00e0, il tuo essere tutto intero \u00e8 qui, nella sua duplice natura! Come sei vicino mio Dio!\u00bb.<\/p>\n<p>Con l\u2019andare del tempo Charles \u00e8 sempre pi\u00f9 colpito dal passo evangelico di Matteo nel quale Ges\u00f9 si identifica con i poveri. Il 1 agosto 1916, a pochi mesi dalla morte, scrive \u00abNon c\u2019\u00e8, credo, un altro passo del Vangelo che mi abbia impressionato di pi\u00f9 e che abbia trasformato la mia vita pi\u00f9 di questo: \u201cTutto quello che fate a uno di questi piccoli, lo fate a me\u201d. Se si pensa che queste parole sono quelle della Verit\u00e0 increata, quelle della bocca che ha detto \u201cquesto \u00e8 il mio corpo\u2026 questo \u00e8 il mio sangue\u201d, con quanta forza si \u00e8 portati a cercare e ad amare Ges\u00f9 in \u201cquesti piccoli\u201d, questi peccatori, questi poveri, utilizzando tutti i propri mezzi materiali al sollievo delle miserie temporali\u00bb. La meditazione di queste parole lo porta a cogliere l\u2019Eucaristia come il sacramento della carit\u00e0 fraterna, ad accostare il servizio eucaristico con il servizio ai poveri. L\u2019Eucaristia gli appare non pi\u00f9 soltanto come il Corpo di Cristo da contemplare e mangiare, ma anche Sacrificio da offrire e al quale offrirsi, sacramento di una vita offerta nell\u2019amicizia condivisa, nella sofferenza sopportata per amore, nella preghiera di intercessione per il mondo.<\/p>\n<p>L\u2019opera di Sottocornola segue passo passo questa maturazione eucaristica di Charles de Foucauld, ponendola continuamente in parallelo con il suo itinerario biografico e illustrandola con testi scelti sempre in modo appropriato. Questo metodo evidenzia un\u2019acquisizione importante, non soltanto nell\u2019ambito della spiritualit\u00e0, ma anche nella filosofia, nell\u2019arte, nella letteratura, nella musica. Non si possono comprendere fino in fondo le intuizioni e le opere di un autore senza conoscerne la vita, i progetti, le delusioni, le prove, gli affetti, i problemi di salute\u2026 Sottocornola d\u00e0 prova di questa sensibilit\u00e0 non solo in questo testo ma anche in altri lavori: in tutti emerge quanto fortemente incida il vissuto biografico sul modo di selezionare gli interessi e sullo stile con cui si affrontano gli argomenti pi\u00f9 vari.<\/p>\n<p>Il libro di Sottocornola \u00e8 la sua tesi di laurea, generalmente uno dei primi lavori di ogni studioso. Non pu\u00f2 quindi giovarsi di una lunga esperienza, la quale si acquisisce solo con il passare degli anni e con un paziente itinerario di ricerca. Eppure questo scritto giovanile manifesta gi\u00e0 una grande padronanza metodologica e linguistica: documentato senza essere pedante, preciso nelle citazioni e insieme scorrevole, aderente al tema ma non distaccato, capace di usare un lessico tecnico ma per nulla arido, rimane estremamente attuale nonostante siano passati 25 anni e in questo tempo gli studi sulla vita e la spiritualit\u00e0 di Charles de Foucauld si siano moltiplicati, giovandosi di strumenti di indagine sempre pi\u00f9 raffinati e di prospettive via via pi\u00f9 ampie. A tale riguardo, l\u2019evento della beatificazione, celebrata a Roma il 13 novembre 2005, ha costituito un\u2019occasione unica per far conoscere a un pubblico pi\u00f9 vasto la figura e l\u2019opera di questo straordinario contemplativo del Sahara.<\/p>\n<p>In particolare, si vede sempre meglio ci\u00f2 che questo scritto intende dimostrare: come la sua spiritualit\u00e0 eucaristica, lungi da rinchiudere Charles de Foucauld in anguste prospettive intimistiche, l\u2019ha portato a cercare e a vivere relazioni di fraternit\u00e0 verso le persone con le quali \u00e8 entrato in contatto, anche non cristiani. In proposito, vale la pena accennare agli interessanti orizzonti che quella sensibilit\u00e0 eucaristica gli ha dischiuso sui rapporti con uomini e donne appartenenti ad altre religiosi. Spesso Charles de Foucauld \u00e8 indicato come esempio di dialogo con l\u2019Islam. Per la verit\u00e0, pi\u00f9 che in dialogo con l\u2019Islam, egli si \u00e8 messo in relazione con i Musulmani. Il suo non \u00e8 un confronto con idee astratte, con teorie filosofiche o concetti teologici, ma un incontro con le persone, tipico del suo approccio concreto alla realt\u00e0. Questo talvolta implica una sorta di sfasatura tra le sue dichiarazioni scritte, spesso molto perentorie e perfino dure nei toni, e il suo atteggiamento effettivo, molto pi\u00f9 morbido e ben disposto. Il modo con il quale Charles de Foucauld accosta i Musulmani cambia nel corso della sua vita, conosce un\u2019evoluzione frutto dell\u2019esperienza e di un lungo processo di discernimento. Anche qui si pu\u00f2 scorgere uno stile disposto a rivedere certi giudizi e capace di procedere non per assiomi ma attraverso il continuo confronto con la realt\u00e0, letta alla luce della Parola di Dio. La sua presenza nel contesto musulmano predilige una modalit\u00e0 \u00absilenziosa\u00bb, ma non muta. Egli non sceglie i metodi allora prevalenti di una predicazione pubblica che pu\u00f2 scivolare nel proselitismo; neppure punta su grandi opere di apostolato, come scuole e ospedali, che per\u00f2 giudica importanti. La sua testimonianza silenziosa nasce dalla convinzione che il primo annuncio \u00e8 quello che scaturisce dalla santit\u00e0 e dalla conversione personale.<\/p>\n<p>Presenza silenziosa non significa mancanza di relazioni con le persone. Egli supera una concezione riduttiva di clausura monastica, intesa come isolamento e separazione dai fratelli e dalla loro vita quotidiana. Al contrario, la sua presenza mira a una condivisione piena, nell\u2019accoglienza reciproca, nell\u2019aiuto scambievole, nella solidariet\u00e0 e in rapporti di fraternit\u00e0 e amicizia. La presenza silenziosa consente a Charles di conoscere pi\u00f9 a fondo i suoi interlocutori, di studiarne la lingua, la storia, la cultura, cos\u00ec che l\u2019annuncio del vangelo sia rispettoso e capace di incarnarsi in una storia concreta. Questo spiega il grande valore che egli attribuisce allo studio, soprattutto negli ultimi anni della sua vita.<\/p>\n<p>La presenza silenziosa \u00e8 vissuta in sintonia con la scelta di vivere \u00abcome Ges\u00f9 a Nazareth\u00bb, cio\u00e8 con un\u2019idea di sequela centrata sulla \u00abvita nascosta\u00bb di Ges\u00f9: uomo tra gli uomini, Ges\u00f9 si sottomette alle leggi comuni dell\u2019esistenza, condividendo con gli abitanti di Nazareth una vita modesta, semplice, senza nulla di straordinario. L\u00ec Ges\u00f9 salva gi\u00e0 gli uomini con la preghiera e con l\u2019offerta di s\u00e9. La presenza silenziosa esprime una testimonianza cristiana dal tratto \u00abdomestico\u00bb. Pi\u00f9 radicalmente, la presenza silenziosa \u00e8 vista in perfetta coerenza con la logica evangelica del seme che muore per poter portare frutto. In questo senso va letta anche la sua morte \u00absilenziosa\u00bb, lontana dai riflettori, passata quasi inosservata. Quella morte \u00e8 coerente con uno stile di vita discreto e nascosto, maturato in trent\u2019anni di vita religiosa.<\/p>\n<p>Da tutto ci\u00f2 emerge quanto sia stata azzeccata ed efficace la scelta di Sottocornola di approfondire un figura cos\u00ec poliedrica, stimolante e \u00abattuale\u00bb, che forse lo ha confermato nella sua attenzione anche letteraria al quotidiano. L\u2019esperienza umana e spirituale di Charles de Foucauld \u00e8 stata giustamente sintetizzata nel proposito di \u00abseguire Ges\u00f9 a Nazaret\u00bb. Essa si basa su elementi essenziali: silenzio, ascolto della Parola di Dio, adorazione eucaristica, semplicit\u00e0 di vita e scambio fraterno. Proprio per questo costituisce un punto di riferimento valido per tutti; offre uno stile di vita caratterizzato da realt\u00e0 quotidiane e ordinarie, a prima vista banali, ma che costituiscono il fondamento di un\u2019autentica vita spirituale. La testimonianza di Charles de Foucauld si pu\u00f2 vivere non soltanto nel deserto di sabbia dove \u00e8 nata, ma anche nel deserto del mondo moderno, mediante la semplice presenza, la preghiera con Dio e l\u2019amicizia con gli uomini. In questo nuovo millennio, questa forma di spiritualit\u00e0 si rivela particolarmente eloquente. Charles de Foucauld si propone come compagno di carovana a noi, che avanziamo faticosamente tra le dune e i percorsi aridi della vita, sperduti in orizzonti cosmici che ci sovrastano, sempre minacciati dal pericolo di cedere ai miraggi, bramosi di trovare qualche pozzo di acqua buona che possa estinguere quella sete di felicit\u00e0 che ci attanaglia nel pi\u00f9 profondo dell\u2019anima.<\/p>\n<p>Il pane e i pesci, vol. I\u00b0 &#8211; La spiritualit\u00e0 eucaristica di Charles de Foucauld nella sua vita -, <em>Introduzione all\u2019Edizione<\/em><\/p>\n<p><em>di Ezio Bolis<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attualit\u00e0 di una ricerca Non \u00e8 facile accostare la figura di Charles de Foucauld e comprenderne subito lo spessore umano e spirituale. Per molti versi, egli rimane un enigma: nessuna definizione sembra adeguato a definirlo. 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