{"id":290,"date":"2012-03-15T15:14:19","date_gmt":"2012-03-15T15:14:19","guid":{"rendered":"http:\/\/claude.geosharing.com\/?p=290"},"modified":"2012-03-15T15:14:19","modified_gmt":"2012-03-15T15:14:19","slug":"davide-cucchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/archives\/290","title":{"rendered":"Davide Cucchi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Crescere: un prosimetron per raccontarlo<\/strong><br \/>\nDurante questa estate ho letto il libro del professor Claudio Sottocornola, intitolato \u201cGiovinezza\u2026Addio. <!--more-->Diario di fine \u2018900 in versi\u201d, e devo dire che trovo il titolo completamente azzeccato, poich\u00e9 l\u2019opera presenta la fine di un secolo, in cui io ho vissuto per una decina di anni e del quale perci\u00f2 non posso dire molto basandomi sulle mie esperienze ed emozioni, raccontata dagli occhi, prima, di un ragazzo della mia et\u00e0, poi da quelli di un adulto ormai maturo, ma che pu\u00f2 essere definito in continua ricerca, proprio come i filosofi dell\u2019antichit\u00e0. L\u2019opera, un prosimetron, \u00e8 composta da una prima parte introduttiva scritta in prosa, nella quale l\u2019autore spiega il motivo della scelta di raccogliere varie poesie da lui composte nell\u2019arco di 20 anni di vita (dai 15 ai 35) ma che attraversa l\u2019atmosfera di tre decadi (anni \u201970, \u201980 e \u201990, pi\u00f9 precisamente dal 1974 al 1994) molto differenti tra loro per senso della cultura, dell\u2019arte, della musica, della religiosit\u00e0, ecc. In questi testi, divisi in diverse sezioni sia per ordine cronologico sia per quanto concerne il contenuto semantico e anche lo stile compositivo, vengono affrontati svariati argomenti: per esempio appare una descrizione della societ\u00e0 dell\u2019epoca, che, con mio grande stupore, presenta anche caratteri abbastanza diversi sotto alcuni punti di vista da quelli dell\u2019odierna; ma anche un percorso di crescita personale &#8211; sia fisica sia, soprattutto, morale e interiore &#8211; di un \u201cgiovane-modello\u201d di questo periodo, che si trova letteralmente di fronte a un mondo tutto da scoprire, analogamente a ci\u00f2 che molti filosofi hanno scritto a proposito di se stessi o dei loro maestri nelle proprie biografie.<br \/>\nIn particolare mi ha colpito la religiosit\u00e0 della sezione Preghiera, nella quale l\u2019autore, sulla falsariga di Sant\u2019Agostino nelle sue Confessioni, si pone di fronte alla propria vita interrogandosi sulla sua dimensione spirituale, in una sorta di dialogo con Ges\u00f9, come accade nella poesia Ges\u00f9 mi sento stanco e debole, in cui lo scrittore-filosofo chiede a Ges\u00f9 di \u201cpurificarlo\u201d e di dargli la forza di andare avanti nella vita che in quel momento egli vede come \u201cvana e nuda\u201d; proprio nella forma di una preghiera egli scrive: \u201cO Signore, raccogli l\u2019acqua pulita che \u00e8 rimasta, fammi una pozza da cui scorra un rivo limpido. Fa che non si esaurisca la pozza, che l\u2019acqua sia sempre pura, che doni un po\u2019 di verde ai prati.\u201d. Mi colpisce il rapporto tra l\u2019autore e Ges\u00f9.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un\u2019altra riflessione \u00e8 a proposito della poesia La rettoscopia, avviata contenuta nella sezione Pensiero debole, della quale sono rimasto sorpreso per un giudizio dell\u2019autore riguardo alla condizione umana: \u201cLe pareti dell\u2019intestino sono abitualmente abitate da cacca\u201d; \u00e8 un\u2019affermazione insolita, ma che spinge a ragionare su ci\u00f2 che un uomo \u00e8 o perlomeno pu\u00f2 essere, e portarlo dunque a capire in che modo egli dovrebbe comportarsi con se stesso e con gli altri.<br \/>\nL\u2019opera \u00e8 risultata di mio gradimento, anche se per alcuni concetti un po\u2019 difficoltosa da intendere, ma sono convinto che, proprio come il \u201cprotagonista\u201d del libro, potr\u00f2 riuscire a coglierne il senso profondo solo attraverso la maturazione che viene dalla ricerca e dall\u2019esperienza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Crescere: un prosimetron per raccontarlo Durante questa estate ho letto il libro del professor Claudio Sottocornola, intitolato \u201cGiovinezza\u2026Addio.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-290","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-students-papers"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=290"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=290"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=290"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}