{"id":3116,"date":"2013-03-14T15:23:20","date_gmt":"2013-03-14T15:23:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/?p=3116"},"modified":"2013-03-14T15:23:20","modified_gmt":"2013-03-14T15:23:20","slug":"davide-donzelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/archives\/3116","title":{"rendered":"Davide Donzelli"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cIl giardino di mia madre\u201d<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Si dice che un\u2019immagine valga pi\u00f9 di mille parole, ma in effetti, un\u2019immagine \u00e8 molto pi\u00f9 di questo: \u00e8 un insieme di colori, forme, prospettive ed emozioni. Perch\u00e9 emozioni? <!--more-->Semplicemente perch\u00e9 ogni fotografia \u00e8 evocativa, e suscita in ognuno stati d\u2019animo diversi, che variano dall\u2019indifferenza a quei sentimenti che\u00a0 l\u2019artista voleva trasmettere e che non vengono mai interpretati in due modi identici.<\/p>\n<p>\u201cIl giardino di mia madre e altri luoghi\u201d si presenta come una serie di fotografie accompagnate da un\u2019opportuna melodia musicale: l\u2019impressione che \u00e8 invece rimasta dopo aver riflettuto sul suo contenuto espressivo \u00e8 quella di una melodia di fotografie accompagnate da un\u2019opportuna serie di note musicali. Lo spettatore viene proiettato immediatamente nella natura, ma il suo vedere \u00e8 filtrato da un velo che si dissolve e si rigenera man mano che gli alberi, i fiori e i colori stessi iniziano a prendere forma. Tuttavia in questo locus amoenus convivono meraviglie naturali e insipidi costrutti in calcestruzzo, che dai confini del verde si ergono sotto forma di mura, per poi tornare ad arrancare a terra e fondersi con il catrame delle strade. Come cambia il soggetto dell\u2019obiettivo, cos\u00ec muta l\u2019andare della melodia, che da un ritmo basato su corte scale di note, accelera mentre di colpo si ritorna all\u2019interno delle aiuole; ma stavolta non si tratta di semplici fiori: come volte a simboleggiare una vera e propria rinascita nel passare da ci\u00f2 che \u00e8 opera dell\u2019uomo a ci\u00f2 che invece \u00e8 parte della natura, ecco delle primule colorate, viste da diverse angolazioni, e sempre presentate attraverso l\u2019effetto della dissolvenza delle immagini.<\/p>\n<p>Cos\u00ec accade per le ortensie, i fiori di malva e l\u2019edera; ecco nuovamente i muri della propriet\u00e0, i confini del giardino, \u201cpattugliati\u201d da una pianta dai fiori tanto belli quanto velenose le sue foglie; forse per indicare che ove l\u2019uomo ha seminato il cemento, ha sparso nient\u2019altro che veleno, a danno dell\u2019armonia naturale. Se da una parte i fiori d\u2019oleandro sbocciano in un rosso intenso e man mano calano in un calmo rosa\u00a0 vermiglio, dall\u2019altra la musica accompagna questo decrescere rallentando il ritmo e affievolendosi.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Poi la musica riprende, addentrandosi nel cuore del locus e mostrando allo spettatore un sincretismo di colori molto accesi, che passano dal rosso dei rododendri e delle rose ad alcuni fiori di un giallo denso, illuminati dalla luce del sole. Ma infine, ecco che il panorama cambia drasticamente e per l\u2019ultima volta, orientandosi verso il crepuscolo, deturpato per\u00f2 dalla sagoma di un grattacielo ancora in costruzione. Poi la luna.<\/p>\n<p>E con la luna si passa a\u00a0 \u201cla neve\u201d\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 che ricopre le strade, e poi le medesime piante, i medesimi muri, ma dai cancelli l\u2019attenzione ritorna verso le piante pi\u00f9 interne, non trascurando per\u00f2 la fatale eleganza degli oleandri: anche se sul giardino il bianco si \u00e8 sostituito alle primule e ai fiori pi\u00f9 belli, rimane sempre il ricordo di come le stesse piante erano la stagione passata. Il tema preponderante sembra essere il contrasto tra la natura e il creato dell\u2019uomo, presente anche nelle sezioni successive, come \u201critorno al mare\u201d, in cui le spiagge e le linee armoniche dei pini marittimi condividono il primo piano con le auto e gli edifici rigidi di cemento; \u201cSud\u201d, dove ancora il mare \u00e8 il protagonista; mentre in \u201carcheo\u201d l\u2019alternanza con l\u2019arido cementizio \u00e8 retta dal grano, dalle immagini di una rocca, di una vecchia scalinata, tutte immagini che rimandano ad una riflessione sul senso del tempo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 il tempo il secondo tema che si percepisce dai fotogrammi: In \u201cback to the 70\u2019s in the USA\u201d e nelle brevi \u201cisole\u201d, \u201cparadise lost\u201d e \u201cRome 2007\u201d le persone e il tempo sono la cornice di ogni fotografia, di come alcune cose cambiano mentre altre rimangono immutate, come i luoghi pi\u00f9 significativi per gli Stati Uniti o semplicemente di come un venditore ambulante rimanga nello stesso luogo per anni, senza cambiare\u2026 Quando invece \u00a0\u00a0\u00a0 la musica cambia, e accompagnata dal medesimo canto d\u2019uccellini, muta in una melodia simile ad un carillon, in contrasto con il \u201cmondo del cemento\u201d su cui le immagini si focalizzano, l\u2019una dopo l\u2019altra.<\/p>\n<p>L\u2019opera si conclude con \u201ctramonti a Nord-Est\u201d, in cui le fotografie hanno una vita maggiore e si lasciano agli occhi dello spettatore per una durata pi\u00f9 lunga delle altre; e dopo il bagnasciuga e la chiesa tutto finisce con l\u2019immagine di una persona cara all\u2019autore tra il mare e la sabbia.\u00a0\u00a0\u00a0<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl giardino di mia madre\u201d Si dice che un\u2019immagine valga pi\u00f9 di mille parole, ma in effetti, un\u2019immagine \u00e8 molto pi\u00f9 di questo: \u00e8 un insieme di colori, forme, prospettive ed emozioni. 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