{"id":379,"date":"2012-03-14T17:41:59","date_gmt":"2012-03-14T17:41:59","guid":{"rendered":"http:\/\/claude.geosharing.com\/?p=379"},"modified":"2020-06-17T09:08:16","modified_gmt":"2020-06-17T09:08:16","slug":"un-giardino-per-laccoglienza-delle-classi-terze-nella-secondaria-superiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/archives\/379","title":{"rendered":"Un giardino per l\u2019Accoglienza delle Classi Terze  nella Secondaria Superiore"},"content":{"rendered":"<p><em>di Claudio Sottocornola<\/em><br \/>\nMi sono accorto molti anni fa, come docente di Materie Letterarie nei licei, che un metodo efficace per raccogliere adeguate informazioni su attitudini, interesse e motivazioni dei miei alunni poteva essere sottoporli ad una esperienza atipica rispetto al loro vissuto scolastico abituale, che normalmente mi rimandava messaggi univoci, ove emergevano le abilit\u00e0 degli uni (sempre gli stessi) e le difficolt\u00e0 degli altri (sempre gli stessi).<!--more--><\/p>\n<p>Ho cos\u00ec provato a diversificare, interpellando gli allievi rispetto a competenze e abilit\u00e0 normalmente ignorate, disattese, emarginate rispetto alle richieste e alle consegne scolastiche correnti, relative per esempio all\u2019ambito della percezione sensibile, dell\u2019intuizione estetica, della valutazione olistica dell\u2019esperito, della creativit\u00e0 ed originalit\u00e0 personale nella elaborazione di nuovi accostamenti linguistici, simbolici e semantici in genere.<\/p>\n<p>Per far ci\u00f2 sono andato cercando brani musicali di genere diverso (classico, pop, jazz, techno, dance, new-age, world-music\u2026) e dalla lunghezza di non oltre cinque minuti, li ho poi associati a termini o concetti riferibili alla dimensione archetipica e dal particolare valore evocativo, come \u201cneve\u201d, \u201cfuoco\u201d, \u201cpioggia\u201d, \u201cquaderno di scuola\u201d, \u201cFerrari rossa fiammante\u201d, \u201cautostrada\u201d, \u201cmare\u201d, \u201ccampo di calcio\u201d, \u201cadolescente\u201d, \u201cmadre\u201d, \u201ctempio\u201d, ecc\u2026 Ho poi proposto ai ragazzi tale associazione, e cio\u00e8 poniamo l\u2019ascolto del Secondo Concerto Brandeburghese di Bach e la parola \u201cneve\u201d, con la consegna di sviluppare ogni associazione di idee che tale rapporto suscitasse in loro, secondo una connessione libera e spontanea, ricordando loro preventivamente che non dovevano porsi restrizioni di verosimiglianza o opportunit\u00e0 semantica in tale attivit\u00e0 espressiva, ma esprimersi nella pi\u00f9 completa libert\u00e0 in rapporto alla propria percezione, esperienza, vissuto, fantasia\u2026 Poi, cambiavo il pezzo e proponevo, che so, \u201cThe rhythm of the night\u201d, un brano dance di quegli anni, e lo associavo ad altro termine, come \u201cFerrari rossa fiammante\u201d, e cos\u00ec di seguito. Davanti agli alunni un foglio bianco, ove annotare parole e frasi, anche graficamente diversificate secondo la scelta personale, per ogni grappolo di associazioni relative a un brano.<\/p>\n<p>Intanto devo dire che gi\u00e0 la consegna, insolita e presentata in modo non semplicemente ludico, ma didattico, disorienta positivamente i ragazzi e li predispone ad una esperienza in cui porranno una concentrazione nuova, particolare e talvolta entusiasta, poi \u00e8 giocoforza ricordare che porsi di fronte a un concetto in un\u2019ottica creativa e libera, a fronte della sensazione di obbligo e regola che inibisce talvolta l\u2019espressivit\u00e0 dei ragazzi a scuola, \u00e8 un\u2019esperienza che incider\u00e0 sul vissuto degli allievi, i quali impareranno a percepirsi non solo come oggetto di legislazione grammaticale, tecnica o scientifica, ma bens\u00ec come soggetti a loro volta ordinatori, capaci di creare un cosmo, un universo semantico caratterizzato da una armonia e finalit\u00e0 kantianamente intese, ove l\u2019attivit\u00e0 \u00e8 quantomeno pari alla recettivit\u00e0 in dignit\u00e0 e valore.<\/p>\n<p>Infine devo sottolineare che, per me come docente, i risultati di tale approccio sono stati sorprendenti e incoraggianti: allievi che scrivevano svogliatamente gli elaborati tradizionali, ingessati e goffi nel loro tentativo di adeguarsi alle regole o epidermici e formalistici nell\u2019obbedire alle consegne, qui rivelavano capacit\u00e0 di intuizione estetica, associazioni di idee, narrazione o sguardo lirico che non avrei mai immaginato. Inoltre non c\u2019era specularit\u00e0 fra le attitudini di allievi che rivelavano standard buoni nella scrittura tradizionale e questi risultati, ove spesso erano premiati gli alunni meno disciplinati o metodici, apparentemente pi\u00f9 inclini a discipline di tipo tecnico o pratico, e in realt\u00e0, forse proprio per questo, pi\u00f9 capaci di sintesi, spontaneit\u00e0, approccio olistico, meno convenzionali nella loro espressivit\u00e0.<\/p>\n<p>Negli anni ho imparato a diversificare la proposta, con canzoni, poesie, immagini, e lascio ad ognuno immaginare quanti e quali mezzi abbiamo a disposizione per proporre esperienze di questo genere ai nostri alunni, dal cinema alla pubblicit\u00e0, dai fumetti ai video-clip, dal web ai video-game alla storia dell\u2019arte in genere. E tuttavia voglio sviluppare qui pi\u00f9 approfonditamente una esperienza recente che ho praticato e che ripeter\u00f2 quest\u2019anno nella accoglienza delle classi terze in un liceo scientifico bergamasco, fondata sul medesimo criterio citato, ma specificata e finalizzata diversamente, anche in relazione alle discipline che insegno ormai da anni, Filosofia e Storia.<\/p>\n<p>Ogni anno i docenti delle classi terze si trovano ad affrontare il difficile compito di traghettare i ragazzi da un Biennio, sempre pi\u00f9 condizionato dai mutati parametri sociologici relativi alla Secondaria di Primo Grado, a un Triennio che dovrebbe avviarli verso competenze pi\u00f9 adulte, preuniversitarie o preprofessionali. C\u2019\u00e8 bisogno, soprattutto, di fiducia nell\u2019operato dei nuovi insegnanti, di un certo \u201cabbandono\u201d alla nuova didattica e di un generale mutamento di prospettiva metodologica e conoscitiva. Per il docente, \u00e8 essenziale avere subito un quadro d\u2019insieme delle classi, ormai sempre pi\u00f9 affollate e con ragazzi spesso provenienti da sezioni diverse, in ordine non solo al rilievo delle competenze acquisite (cosa che gi\u00e0 si fa), ma anche e soprattutto alle potenzialit\u00e0 implicite in quanti, magari carenti dal punto di vista disciplinare anche per ragioni oggettive e non dipendenti dalla loro volont\u00e0 (discontinuit\u00e0 didattica, per esempio\u2026), potrebbero tuttavia rivelare predisposizioni e\/o motivazioni alte.<\/p>\n<p>Ancora una volta, il coinvolgimento in una attivit\u00e0 insolita, non oggetto di valutazione, che solleciti l\u2019apporto integrale di tutte le facolt\u00e0 conoscitive ed espressive del soggetto, lasciandolo libero di decidere il grado di coinvolgimento e in parte la modalit\u00e0, pu\u00f2 rivelarsi di eccezionale valore didattico, disciplinare e, soprattutto, formativo. Confesso qui, a opportuno chiarimento circa la genesi di questo mio approccio, che in questo ordine di proposte mi sento avvantaggiato dal fatto di esprimermi anche artisticamente, e in modo pubblico, utilizzando musica, poesia, immagini. Un corollario forse non essenziale, ma a mio parere rilevante dal punto di vista formativo nel rapporto fra docenti e allievi, credo sia infatti l\u2019esperienza di un continuum fra quanto l\u2019insegnante propone in classe e quanto elabora nella sua esperienza culturale in genere: i miei ricordi scolastici pi\u00f9 belli sono relativi, soprattutto, al mio maestro delle elementari e al mio professore di filosofia del liceo, entrambi individui in cui era difficile distinguere fra vita e didattica, perch\u00e9 tutta la loro didattica era improntata alla e dalla vita, dedita per entrambi a studio, ricerca, espressione anche pubblica di valori culturali soffertamente perseguiti, elaborati e applicati poi anche in classe. Cos\u00ec, tornando alla mia esperienza, ho realizzato nel maggio 2010 una mostra itinerante e un dvd multimediale, \u201cIl giardino di mia madre e altri luoghi\u201d, una proposta di 250 scatti di giardino e paesaggi, esposti dapprima nella ex-chiesa di San Sisto in Colognola a Bergamo, poi presso il Centro Culturale \u201cDon Milani\u201d di Zanica e quindi, in estratto, alla Mediateca \u201cArmando La Torre\u201d di Siderno in Calabria, con un percorso ancora aperto. L\u2019archivio delle immagini in dvd propone galleria e slide-show della ricerca, testi critici sulle immagini della giornalista, esperta di design ed estetica del giardinaggio, Lidia Zitara, della giornalista e scrittrice Francesca Grispello e del critico Luca Cat\u00f2, oltre a una mia introduzione che salda storia personale e ispirazione artistica. Combinazione vuole che, proprio nel medesimo periodo la mia scuola sia stata oggetto di una duplice sperimentazione fra docenti e Giardino Botanico di Bergamo, cos\u00ec che per l\u2019intero anno scolastico sono state assegnate alla scuola piante in vaso da accudire e salvare per la bella stagione, mentre alcuni studenti e docenti hanno promosso una attivit\u00e0 di valorizzazione degli spazi verdi presenti nel grande cortile della scuola, con seminagioni di nuove specie, innaffiatura, potatura e valorizzazione di piante esistenti. In questo contesto il tema del \u201cgiardino\u201d \u00e8 diventato occasione e strumento per parlare di valori, come la cura e la responsabilit\u00e0, correlati all\u2019insegnamento della Filosofia, ma anche della Educazione Civica, e pi\u00f9 in generale idoneo a far parlare e riflettere su ambiti come l\u2019impegno scolastico, la \u201cmisura\u201d dello sforzo e la \u201cproporzione\u201d, condizioni della salute e della efficienza anche in ambito scolastico (in perfetta armonia con le finalit\u00e0 della settimana di accoglienza), senza contare che, fra proposta delle immagini, elaborazione di un testo critico da parte dei ragazzi e presentazione da parte del docente della sua esperienza personale e creativa, l\u2019attivit\u00e0 ha permesso agli interlocutori una conoscenza reciproca altrimenti conseguibile solo su un lungo periodo. Ma vediamo come il tema del \u201cgiardino\u201d, come metafora di cura e impegno, si \u00e8 articolato in una attivit\u00e0 concreta.<\/p>\n<p>Dopo il solito giro conoscitivo, in cui l\u2019insegnante chiede agli alunni di presentarsi ( io di solito chiedo anche di indicare interessi, gusti musicali, letture preferite, ecc.), e dopo la mia presentazione, in cui inizio a comunicare ai ragazzi il tipo di ricerche interdisciplinari in cui sono coinvolto e la inevitabile ricaduta che esse hanno sul lavoro che faremo insieme, lo scorso anno ho colto l\u2019occasione della uscita del dvd e dello svolgimento della mostra \u201cIl giardino di mia madre e altri luoghi\u201d, patrocinata dal Sistema Bibliotecario del Comune di Bergamo, dalla Associazione insegnanti di Geografia e dal Blog di estetica del giardinaggio \u201cGiardinaggio Irregolare\u201d, per mostrare in classe agli allievi lo slide-show, non prima per\u00f2 di aver presentato genesi e motivazioni dell\u2019opera. Ho cos\u00ec spiegato che la improvvisa perdita di mia madre, a seguito di un errore diagnostico, mi ha indotto a ricordarla in un modo che potesse avere un valore universale, e perci\u00f2 non esclusivamente personale, ed ho pensato al giardino come luogo appunto della cura e dell\u2019amore che lei ha espresso, non solo verso le piante ed i fiori che amava, ma, per esempio, anche verso le persone, dedicandosi per lunghi anni attivamente al volontariato. Ho quindi illustrato che \u201cgli altri luoghi\u201d che appaiono nel percorso sono quelli del mondo, che possono essere \u201cumanizzati\u201d proprio dalla medesima cura che caratterizza l\u2019accudimento di piante e fiori, e che quelli proposti sono relativi a viaggi ed esperienze archetipiche importanti per me, come il paesaggio invernale di Bergamo, la mia citt\u00e0, o gli Stati Uniti negli anni \u201870, quando vi trascorsi un anno come \u201cexchange student\u201d, o ancora del Sud mediterraneo nelle abbaglianti estati delle mie vacanze, Roma invasa dai turisti sullo sfondo del Colosseo e di Trinit\u00e0 dei Monti, e poi le Isole, come luogo mitico e primordiale ove tornare per il riposo e la rigenerazione\u2026 Infine, ho sottolineato il valore della \u201ccura\u201d (parafrasando Battiato e ricordando l\u2019esperienza di volontariato di mia madre), in relazione a quanti amiamo e alla possibilit\u00e0 di rendere il mondo un posto migliore. Ho anche fornito alla classe del materiale relativo a recensioni e a presentazioni della mostra, perch\u00e9 in questo caso, al contrario di quanto pu\u00f2 sembrare, fornisce spunti divergenti e, nella ricchezza dei diversi modelli proposti, esemplifica agli studenti le infinite piste che possono seguire nella lettura delle immagini. Dopo avere detto agli allievi che potevano realizzare una loro personale recensione dello slide, con approccio libero ed espressivo, realizzavo le condizioni ambientali migliori per una fruizione del percorso di immagini in classe. Occorre sottolineare che le immagini presentano una dissolvenza di sette secondi ed una permanenza di uno, con un effetto davvero ipnotico di \u201cimpermanenza\u201d, e la sensazione che esse si trasformino lentamente le une nelle altre, sovrapponendo paesaggi invernali, lune, fiori e grattacieli di Manhattan, mari cristallini e ombre minacciose sulla sabbia arroventata del Sud. La colonna sonora prescelta \u00e8 poi una rielaborazione de \u201cI Pattinatori\u201d, brano classico di Waldteufel, reinterpretata per l\u2019occasione dal musicista Ruggero Bosso e rallentata sino al limite del possibile, come tutta la sequenza visiva. Inutile sottolineare che per i ragazzi l\u2019effetto di suggestione, ma anche di straniamento, \u00e8 totale: abituati ai montaggi iperveloci dei loro video-clip, avvertono la provocazione estetica e si immergono in un mondo rarefatto e quasi privo di consistenza materiale, che io definisco una specie di esperienza zen. Al termine della visione, la consegna di scriverne sotto forma di recensione, in modo libero ed anche in rapporto al materiale che la Biblioteca di Colognola in Bergamo, promotrice dell\u2019evento, vuole raccogliere sulla mostra, archiviare, ed eventualmente segnalare. Ecco solo qualche estratto\u2026<\/p>\n<p>\u201cPian piano, da un luogo familiare curato e protetto, si passa a nuovi posti tutti da scoprire, ma sempre con lo stesso criterio: cogliere ci\u00f2 che non tutti \u2018vedono\u2019, eliminare le cose che ci si aspetterebbe di vedere su una rivista e immortalare ci\u00f2 che invece \u00e8 in grado di trasmettere qualcosa in pi\u00f9\u2026E\u2019 evidente che un luogo non \u00e8 bello solo per le cose che materialmente ci sono, ma diventa speciale nel momento in cui scopriamo la presenza di elementi, anche apparentemente banali, che ci trasmettono particolari emozioni, che magari ci fanno sentire un po\u2019 a casa tanto li sentiamo in accordo con noi stessi e ci permettono di associarvi dei ricordi: in questo modo quel luogo diventer\u00e0 anche un po\u2019 \u2018nostro\u2019\u2026\u201d (Alice).<\/p>\n<p>\u201cLa nascita di un fiore in un giardino, a meno che non sia selvatico, determina necessariamente la cura di qualcuno che ogni giorno nutre la pianta e le dona il suo tempo, in cambio questa si offre allo sguardo in tutta la sua bellezza. Chi guarda la sequenza ha la possibilit\u00e0 di vedere i fiori da diversi punti di vista, proprio per la molteplicit\u00e0 degli scatti prodotti su un solo soggetto. Oggi per\u00f2 non tutti rispettano la natura, e anzi la contaminano con i loro rifiuti, non preoccupandosi delle conseguenze disastrose che ci\u00f2 comporta. Quindi \u00e8 bello che al centro di molte di queste foto il soggetto sia sostanzialmente naturale, mare, giardino o semplice pianta\u2026 La coesistenza poi dell\u2019uomo con la natura si intravede spesso: nel vaso di fiori, nel vialetto cementato del giardino, nelle piccole costruzioni di legno in spiaggia, nelle abitazioni che costeggiano il Vesuvio\u2026 In queste immagini si vede che gli elementi artificiali, quando non sono eccessivi, si accostano a quelli naturali integrandovisi. In contrasto, ci sono per\u00f2 paesaggi dove l\u2019uomo ha completamente preso il sopravvento, per esempio negli scatti di New York, dove i grattacieli si sovrappongono gli uni agli altri, suscitando un senso di soffocamento: questo probabilmente \u00e8 il futuro del nostro pianeta se continueremo a utilizzarlo per i nostri comodi\u201d (Federica).<\/p>\n<p>\u201cIl giardino si presenta come un luogo familiare, un qualcosa di caro. E\u2019 curato dalla mano dell\u2019uomo e per questo diventa luogo del ricordo, attraverso la cui vita questa memoria continua a esistere. Suggerisce pace e tranquillit\u00e0, una serenit\u00e0 che diventa quasi irreale quando \u00e8 innevato. Pullula di vita, una vita uguale e diversa. Le immagini sfumando si trasformano in altre, creando un effetto suggestivo fino a diventare ipnotico quando si susseguono fotografie dello stesso soggetto, ma da diversi punti di vista. Sembra quasi sottolineare che tutto passa, perch\u00e9 nessun momento \u00e8 uguale a un altro. Ma non importa quanto luoghi o persone possano cambiare, perch\u00e9 il significato che attribuiamo loro e interiorizziamo rimane\u2026 In fondo si \u00e8 consapevoli che prima o poi arriva il momento del tramonto e per quanto sia grande la terra ritorniamo sempre a quella che chiamiamo casa\u201d (Ulyana).<\/p>\n<p>\u201cProprio le parole \u2018giardino\u2019 e \u2018madre\u2019 contenute nel titolo creano un\u2019immagine viva, quella cio\u00e8 di una donna che, sotto il sole, con i guanti alle mani ed un velo di sudore sulla fronte scava piccoli solchi per piantarvi fiori, pota piccoli ramoscelli ed infine, dopo ore di lavoro, osserva il risultato dei suoi sforzi, con soddisfazione e magari con un po\u2019 di timore in cuore, timore che le sue piante non sopravvivano al freddo della notte o che il troppo caldo possa seccarle, oppure che arrivi un temporale a scuoterle\u2026 Osservando mostra e titolo \u00e8 bello il parallelismo tra la madre che crea un giardino e lo cura e la stessa madre che d\u00e0 la vita al figlio, lo accudisce, lo fa crescere e lo rende esperto supportandolo ad ogni passo. E proprio quel figlio, quel germoglio ormai adulto &#8211; ormai albero &#8211; ha passato i suoi temporali, li ha superati \u2013 \u2018Ritorna un temporale \/ a turbare di nuovo \/ questo cuore, che \/ evidentemente, vive \/ ancora\u2019 (C. Sottocornola, <em>Nugae, nugellae, lampi<\/em>) \u2013 ed ora gira il mondo e fotografa momenti e paesaggi che lo hanno segnato, luci che lo hanno impressionato e volti che porta nel cuore, rendendoli in certo qual modo eterni\u201d (Morgana).<\/p>\n<p>\u201cLa musica struggente e malinconica \u00e8 l\u2019elemento unificante di questa raccolta di ricordi dedicata alla madre. Richiama l\u2019anima che si perde nella vita del giardino, luogo \u2018vissuto\u2019 dei tempi passati: giardino fiorito di rose, di fiori blu e gialli ai piedi di un albero, efflorescenza di colori primaverili. Primule gialle, cinguettio, sole che scalda e terra verde sono la continuit\u00e0 della vita che torna, segno che la morte \u00e8 vinta da quella natura che si attacca agli oggetti come un\u2019edera verde. E tra gli alberi luce e aria. Il giardino, chiuso da un cancello, \u00e8 un luogo di unione tra il passato e il presente; inaspettata una porta semiaperta: non \u00e8 necessario che sia spalancata perch\u00e9 lo spirito della mamma rientri nella casa che torner\u00e0 a vivere nel ricordo\u2026 Intensi luoghi della mente\u201d (Gianmarco).<\/p>\n<p>\u201cSicuramente la prima cosa che si nota nella sequenza \u2018Il giardino di mia madre e altri luoghi\u2019 \u00e8 la lentezza nello scorrere delle immagini: ci\u00f2, anche se in alcuni tratti pu\u00f2 apparire impegnativo per chi \u00e8 abituato alla velocit\u00e0 dei viaggi in rete, consente tuttavia di poter contemplare a fondo le immagini e di coglierne i profondi significati simbolici. Inoltre, la musica che si ripete sempre identica, quasi ipnotica, risulta estremamente adeguata ai contenuti che propone la presentazione. Trasmette infatti in modo efficace una certa nostalgia per qualcosa di lontano e ormai passato. Ci\u00f2 si nota molto bene soprattutto nelle immagini degli Stati Uniti e delle colonie al mare negli anni \u201960, ricordo d\u2019infanzia. Nella sezione \u2018Back to the 70\u2019s in the U.S.A.\u2019 viene illustrato molto il vivace mondo americano degli anni \u201970 con le caratteristiche case prefabbricate, gli stadi del baseball e i grattacieli della \u2018Grande Mela\u2019. Infine, particolarmente significativa ho trovato la prima parte, quella del giardino. In esso, ben curato ed armonioso, si avverte comunque una profonda tristezza per l\u2019assenza di chi ha dedicato la sua vita a quel luogo\u2026 Una onnipresente forza vitale pervade per\u00f2 ancora, anche se invisibile, l\u2019intera composizione, donandole un vigore del tutto imprevisto, quello della vita che continua a sgorgare in forme sempre nuove e inaspettate\u2026\u201d (Michele).<\/p>\n<p>Come si vede anche dai piccoli estratti citati dal consistente archivio ricavato dall\u2019esperienza, i risultati appaiono davvero soddisfacenti. In forme diverse, o mediante brevi flash accostati liricamente, o in forme pi\u00f9 strutturate, come vere e proprie recensioni giornalistiche, i ragazzi si lasciano andare alla suggestione delle immagini, evocano emozioni e pensieri, riflettono (\u00e8, in parte, il tema della mostra) sulla vita e sulla morte, e meditano sulla propria vita, realizzano inoltre una esperienza estetica sia nella percezione che nella scelta espressiva e nell\u2019accostamento dei termini e delle immagini che vogliono evocare, sono coinvolti in un confronto con l\u2019esperienza del docente, e con la propria, che risulta infine molto stimolante per entrambi, esprimono se stessi in modo molto pi\u00f9 rivelativo che non attraverso test e domande strutturate. Si abituano a un confronto con la cultura che non \u00e8 solo relativa a oggetti lontani nello spazio e\/o nel tempo, ma presente e viva. Se la settimana di accoglienza deve poi consentire ai ragazzi di familiarizzare con il nuovo percorso scolastico e, soprattutto, i docenti, e deve consentire all\u2019insegnante di raccogliere dati significativi su studenti con cui lavorer\u00e0 tutto l\u2019anno, ebbene allora la proposta di visione, analisi e commento di contenuti estetici, che fanno appello alla sensibilit\u00e0 e al vissuto degli allievi, \u00e8 una forma assai efficace di conoscenza, di introduzione al dialogo educativo, di umanizzazione della esperienza scolastica.<\/p>\n<p>Per inciso, i materiali raccolti sono poi stati archiviati ad opera del sistema bibliotecario urbano, mentre molti ragazzi hanno partecipato, insieme alle famiglie, ad una lezione-concerto del docente in relazione alla inaugurazione della Mostra al Centro Culturale \u201cDon Lorenzo Milani\u201d di Zanica (BG), ove hanno potuto seguire direttamente e dal vivo il percorso delle immagini esposte.<\/p>\n<p><em>E\u2019 possibile richiedere il DVD \u201cIl giardino di mia madre e altri luoghi\u201d alla CLD-Claude Productions, al seguente indirizzo di e-mail: <\/em><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"mailto:claudio1759@interfree.it\"><em>claudio1759@interfree.it<\/em><\/a><\/span><\/span><em> . Contributi possono essere devoluti, per attivit\u00e0 di volontariato nell\u2019ambito dell\u2019assistenza sociale, alla Conferenza di Colognola in Bergamo della Societ\u00e0 di San Vincenzo de Paoli, della quale Angela Belloni Sottocornola, cui \u00e8 dedicato il percorso di immagini, \u00e8 stata Segretaria dal 1975 al 1990 e Presidente dal 1990 al 1994.<\/em><\/p>\n<p><em>Ecolenet.it,14 settembre 2011 <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Claudio Sottocornola Mi sono accorto molti anni fa, come docente di Materie Letterarie nei licei, che un metodo efficace per raccogliere adeguate informazioni su attitudini, interesse e motivazioni dei miei alunni poteva essere sottoporli ad una esperienza atipica rispetto &hellip; <a href=\"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/archives\/379\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55,26],"tags":[],"class_list":["post-379","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-il-giardino-di-mia-madre","category-testi-critici-giardino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/379","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=379"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/379\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6938,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/379\/revisions\/6938"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=379"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=379"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=379"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}