{"id":418,"date":"2012-03-22T15:10:32","date_gmt":"2012-03-22T15:10:32","guid":{"rendered":"http:\/\/claude.geosharing.com\/?p=418"},"modified":"2012-04-12T17:32:36","modified_gmt":"2012-04-12T17:32:36","slug":"paolo-leidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/archives\/418","title":{"rendered":"Paolo Leidi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un prosimetro per salutare il \u2019900<\/strong><br \/>\nBuonasera signore e signori. Benvenuti anche da parte mia all\u2019incontro di questa sera. Come ha anticipato Claudio Sottocornola, mi chiamo Paolo Leidi e al pari forse di altri di voi in questa sala sono un ex studente del Liceo Sarpi.<\/p>\n<p><!--more--> Dopo il liceo ho proseguito i miei studi laureandomi in Lettere e Filologia e lavorando come giornalista, ed \u00e8 perci\u00f2 nella veste di critico che vi parler\u00f2 oggi, per dire qualche parola sul libro che presentiamo.<\/p>\n<p>Non sono stato un alunno diretto di Sottocornola professore, e me ne dispiace, perch\u00e9 mi ha dato una nuova visione di quello che pu\u00f2 essere un professore di liceo; in realt\u00e0 l\u2019occasione in cui ci siamo conosciuti \u00e8 pi\u00f9 recente e risale a pochi mesi or sono, quando mi \u00e8 stato chiesto di intervistarlo per <em>La Voce<\/em> di Bergamo. In quell\u2019occasione parlammo delle sue molteplici attivit\u00e0 e del suo libro, e sono questi gli argomenti a cui vorrei brevemente introdurvi con il mio intervento, prima che Sottocornola stesso legga le sue poesie. In ogni caso, ascoltare le poesie di un poeta dalla sua stessa voce \u00e8 un privilegio che (non so a voi) a me \u00e8 capitato poche volte nella vita, quindi gi\u00e0 questo merita di averci raccolto qui.<\/p>\n<p>Inizio subito dal cuore della faccenda: il titolo dell\u2019opera, che \u00e8 <em>Giovinezza&#8230; addio. Diario di fine \u2019900 in versi<\/em>. Titolo suggestivo ma non solo; come spesso accade, anche in questo caso esso rileva pi\u00f9 di quanto possa sembrare ad un primo sguardo; ci racconta forma e ambizioni di questo libro, che ne ha a dire il vero.<\/p>\n<p>Vediamolo insieme nel dettaglio. Innanzitutto <em>Giovinezza\u2026 addio<\/em> vuole essere, evidentemente, un saluto alla giovinezza, quando il suo autore sente di essere sul punto di lasciarla, forse ha trovato in queste poesie l\u2019unico modo per trattenerla, e forse la storia della letteratura \u00e8 solo questo, un tentativo di trattenere questa capacit\u00e0 di sentire che poi con gli anni, se non vien meno, si modifica, perde di intensit\u00e0, di percettivit\u00e0 emotiva\u2026 Un commiato che risale ad una data ben precisa: il luned\u00ec dell\u2019Angelo del 1994, giorno in cui prende corpo la struttura del testo, come cercher\u00f2 di illustrare. Il sottotitolo <em>Diario di fine \u2019900 in versi<\/em> ci indica per\u00f2 quella che \u00e8 una velleit\u00e0 e una cifra fondamentale di questo lavoro: operare una sintesi tra la dimensione personale, quella che comunemente nell\u2019ambito poetico si dice lirica, e la dimensione storica, intendendo con questo il mondo che ogni autore si trova ad attraversare nel corso della vita, proprio come ogni altra persona. Ed allora il saluto si fa duplice ed \u00e8 rivolto non solo ad una stagione passata dell\u2019esistenza dell\u2019autore, ma ad un secolo intero che sta per terminare allorch\u00e9 l\u2019opera inizia ad acquisire una fisionomia distinta.<\/p>\n<p>Da notare c\u2019\u00e8 ancora quel \u201cin versi\u201d. Un\u2019indicazione di carattere formale non da poco. Vedete, ciascuno nel corso della sua vita ha qualche volta pensato di tenere un diario, probabilmente la maggior parte delle persone ci prova anche&#8230; Qualcuno lo tiene per anni, qualcuno per poche settimane (come il sottoscritto che vi ha provato pi\u00f9 volte) o solo per giorni. La scelta qui fatta, e cercher\u00f2 di illustrarla tra poco, \u00e8 impegnativa. I versi implicano un registro completamente diverso. Il poeta inglese Auden diceva \u201cbenedette tutte le leggi metriche che vietano risposte automatiche: ci costringono alla riflessione, liberando dalle pastoie dell\u2019io\u201d. In altre parole, lo sforzo formale, anche nel caso del verso libero usato da Claudio Sottocornola nei suoi componimenti, verso che segue la musicalit\u00e0 pi\u00f9 vicina alla sensibilit\u00e0 del \u2018900, implica un impegno e uno sforzo che costringe a elaborare le proprie esperienze prima di riversarle sulla carta. E questo io credo sia uno dei pregi alla base dell\u2019effetto terapeutico e rivelatorio della scrittura, in massimo grado quella poetica. Un pregio che le pagine di questo libro conservano. Un impegno, quello della ricerca di una forma in cui condensare le proprie esperienze, che si pu\u00f2 avvertire in tutto il libro.<\/p>\n<p>Dal punto di vista tecnico-formale l\u2019opera \u00e8 un prosimetro, una forma non molto sperimentata nella tradizione italiana pi\u00f9 recente. Il termine indica un\u2019opera in cui si succedono liberamente o secondo un ordine prefissato poesia e prosa. Per citare gli antecedenti pi\u00f9 famosi possiamo pensare al <em>De consolatione Philosophiae<\/em> di Boezio, alla <em>Vita Nuova<\/em> di Dante e all\u2019<em>Arcadia<\/em> del Sannazzaro. Nell\u2019Otto e Novecento, gli esempi di prosimetro sono andati scemando, sostanzialmente perch\u00e9 si tratta di una forma molto complicata, in quanto accostando poesia e prosa, l\u2019una investe l\u2019altra delle proprie caratteristiche: la poesia deve diventare capace di esprimere contenuti molto forti, quasi analitici, saggistici, propri della prosa, e la prosa, allo stesso tempo, ha il compito molto difficile di creare una cornice entro la quale le poesie acquisiscono forma e una legittimazione.<\/p>\n<p>In questo caso l\u2019esperimento appare per\u00f2 perfettamente riuscito: si tratta per lo pi\u00f9 di poesie, divise in sezioni che fungono come da tappe di un processo di formazione durato i vent\u2019anni durante i quali queste poesie sono state scritte. La volont\u00e0 di comporle in un lavoro unitario, dice l\u2019autore, \u00e8 successiva e risale al luned\u00ec dell\u2019Angelo del 1994, data alla quale risalgono i brevi testi che introducono le diverse sezioni e guidano nel procedere del testo. In un certo senso per\u00f2 la volont\u00e0 di testimoniare di un proprio percorso e del mondo in cui si \u00e8 svolto \u00e8 sottesa ad ogni riga scritta, all\u2019idea stessa di scrivere poesie che rappresentano una ricerca di sintesi tra la storia personale dell\u2019autore e il mondo.<\/p>\n<p>Cosa entra del mondo nei versi di Claudio Sottocornola? Un po\u2019 tutto, per dirla in maniera semplice: entra tutto l\u2019insieme delle esperienze che un quindicenne pu\u00f2 fare negli anni \u201970, fino a quelle che possono essere poi le esperienze di una persona matura, dopo vent\u2019anni di insegnamento, di esperienza giornalistica, di viaggi, di conoscenze dei pi\u00f9 svariati generi. Per citare alcuni esempi, in queste poesie entra la filosofia, entra Sartre, entra Heidegger, entra la musica contemporanea, entrano i miti dell\u2019America di fine anni \u201870 (che nella cultura italiana di allora crea dei rimescolamenti incredibili di cui qui ci sono tracce e tracce), c\u2019\u00e8 la Spagna post franchista, c\u2019\u00e8 la fine della Prima Repubblica italiana, c\u2019\u00e8 la politica, c\u2019\u00e8 il cambiamento vorticoso delle citt\u00e0 italiane, c\u2019\u00e8 la solitudine delle periferie nelle metropoli, c\u2019\u00e8 la piccola vita di provincia, ci sono i paesi, c\u2019\u00e8 la dimensione dell\u2019oratorio, c\u2019\u00e8 la dimensione del sacro e del religioso vario, c\u2019\u00e8 tanta musica, c\u2019\u00e8 tanta cultura pop. Ecco, questa \u00e8, a mio parere, una delle cifre fondamentali dell\u2019esperienza di intellettuale, prima ancora che di poeta, di Claudio Sottocornola, che ritorna in tutte le forme culturali e artistiche in cui si esprime, nella canzone, nei collages che avete visto all\u2019ingresso, nella poesia, nel giornalismo: il mescolare &#8211; \u00e8 stato detto \u2013 sacro e profano, ma soprattutto, e pi\u00f9 in generale, cultura, cultura \u201calta\u201d, istituzionale (ma interessante, perch\u00e9 sempre rielaborata in chiave personale) e cultura pop, che si sente alla radio, che si ascolta allo stereo, che si vede nelle strade, ai concerti\u2026 C\u2019\u00e8 una poesia bellissima su un concerto di Michael Jackson, che Sottocornola \u00e8 andato a vedere. Ci sono i ricordi delle interviste alla Pavone, a Gianni Morandi, ci sono una serie di stimoli che rendono queste poesie estremamente varie, in cui, qualche volta, un po\u2019 ci si perde\u2026 ma \u00e8 un perdersi divertente, \u00e8 un perdersi molto piacevole perch\u00e9 \u00e8 la sintesi di un vissuto ricco, che poi genera la poesia migliore.<\/p>\n<p>Tutti questi elementi irrompono in un paesaggio lirico, fatto di versi spesso brevi, ellittici, che danno il senso di una poesia di grande musicalit\u00e0 che procede per illuminazioni ed evocazioni.<\/p>\n<p>Non voglio per\u00f2 insistere troppo su questo, preferisco sia l\u2019autore stesso a proporci i suoi versi. Aggiungo solo una considerazione, e lo faccio vestendo i panni del liceale prima che del critico. Prima di leggerne i versi, ci\u00f2 che mi ha stupito \u00e8 la molteplicit\u00e0 delle esperienze umane e artistiche di Sottocornola, che poi ritorna nella ricchezza, nella variet\u00e0, nella imprevedibilit\u00e0 delle sue liriche. Non si pu\u00f2 fare grossa poesia, poesia importante, poesia in cui le persone riescano a riconoscersi, se non si \u00e8 vissuto\u2026 Cos\u00ec, in <em>Giovinezza\u2026 addio<\/em>, ho potuto ritrovare la tensione di un intellettuale che con impegno e umilt\u00e0 si pone in continua ricerca, nella poesia come nella vita, della forma e della cifra pi\u00f9 adeguate per rendere ragione di un tempo, per conferire un senso, prima che al mondo, alla propria esistenza\u2026 Ed \u00e8 qui che si ritorna alla dimensione lirica e personale della poesia e si chiude il cerchio.<\/p>\n<p>Se dovessi indicare una chiave di lettura di quest\u2019opera \u2013 scelta comunque sempre azzardata \u2013 e del suo autore, direi proprio questo: una rilettura, \u201ccolta\u201d e \u201clirica\u201d, dei pi\u00f9 svariati elementi che hanno arricchito, condizionato, attraversato la vita dell\u2019autore alla fine del \u2018900, in vent\u2019anni di esperienza, quasi a voler condensare il proprio tempo nell\u2019unica forma in cui \u00e8 dato conoscerlo, e cio\u00e8 attraverso la propria esistenza, o un periodo di essa, per chiarirselo nel momento in cui lo si saluta. Pensando alle innumerevoli attivit\u00e0 di Claudio Sottocornola (e l\u2019ho avvertito, ovviamente in maniera pi\u00f9 superficiale la prima volta che l\u2019ho incontrato per intervistarlo, lo penso adesso, a ragion veduta, dopo aver letto pi\u00f9 volte i suoi versi) non pu\u00f2 non affacciarsi alla mia mente l\u2019idea di un uomo che la curiosit\u00e0 per la vita porta a continue sperimentazioni secondo canali molteplici e differenti, animato da un perenne sforzo di sintesi che si risolve in pura <em>interpretazione<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 questa infatti, l\u2019<em>interpretazione<\/em>, che si propone come chiave risolutoria di un dissidio presente nei versi pi\u00f9 ispirati, che si percepisce \u2013 ne sono sicuro \u2013 tanto nei versi del poeta quanto nelle lezioni del professore di filosofia che nella voce del cantante.<\/p>\n<p>Grazie per l\u2019attenzione.<\/p>\n<p>Presentazione del libro, <em>Centro San Bartolomeo<\/em>, Bergamo, 26 giugno 2008<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un prosimetro per salutare il \u2019900 Buonasera signore e signori. Benvenuti anche da parte mia all\u2019incontro di questa sera. Come ha anticipato Claudio Sottocornola, mi chiamo Paolo Leidi e al pari forse di altri di voi in questa sala sono &hellip; <a href=\"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/archives\/418\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[],"class_list":["post-418","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-testi-critici-giovinezza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/418","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=418"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/418\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1948,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/418\/revisions\/1948"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=418"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=418"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=418"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}