{"id":464,"date":"2012-03-15T14:54:10","date_gmt":"2012-03-15T14:54:10","guid":{"rendered":"http:\/\/claude.geosharing.com\/?p=464"},"modified":"2012-03-15T14:54:10","modified_gmt":"2012-03-15T14:54:10","slug":"beatrice-purita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/archives\/464","title":{"rendered":"Beatrice Purita"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019inciampo di uno Charlot sul sentiero della vita<\/strong><br \/>\nImprovvisarsi critici letterari non \u00e8 facile. Specialmente se si tratta di poesia. Se poi quella poesia ha il volto del mio professore di storia e filosofia, ogni parola detta pu\u00f2 diventare ruga, cicatrice , pu\u00f2 mistificare ed occultare. <!--more-->Ma ho deciso di non preoccuparmene. Ho deciso di fare un atto di fede: avvicinarmi in punta di piedi sul terreno di un\u2019anima (e poesia \u00e8 per me essenzialmente il suono dell\u2019io, un\u2019orchestra di sentimenti) con quello stesso passo che durante la mia esperienza liceale mi ha permesso di amare a fondo la scrittura letteraria ed in particolare quella in versi\u2026un amore che continua tutt\u2019oggi, anche se la scelta universitaria che ho compiuto \u00e8 stata differente. E allora spero di non fare un torto al mio professore nel dirgli di essermi imposta di cancellare i tratti del suo volto ed il tono della sua voce nel momento in cui ho iniziato a scorrere le pagine del suo libro \u201cGiovinezza\u2026addio\u201d. Perch\u00e9 chiudere gli occhi mi aiuta. Poesia \u00e8 il canto, il grido, il silenzio di un io poetante, senza occhi n\u00e9 bocca. E\u2019 intangibile, trasparente. Solo cos\u00ec pu\u00f2 farsi volto e voce, canto o silenzio di chi scorre con le dita le pagine fitte di versi e ascolta parole che potrebbero essere sue. Forse scrivo questo perch\u00e9 amo particolarmente Ungaretti\u2026ma credo davvero che la poesia sia espressione di un\u2019 istanza unanimistica, il suono di una anima che diventa dell\u2019anima, di un foglio scritto senza firma, di un poeta che \u00e8 solo e semplicemente un uomo.<br \/>\nChiudendo gli occhi ho capito che il mio prof, mi correggo, che quest\u2019uomo , sia animato dallo stesso bisogno di esprimere, di dire, di gridare sottovoce l\u2019esperienza di vita, l\u2019inciampo di uno Charlot sulle incertezze di un sentiero tortuoso\u2026quella stessa esigenza che a volte prende anche me. Ed \u00e8 interessante notare come su di una pagina di segni allineati si celino le sfumature di un percorso, di un momento sfuggente, o magari di una riflessione maturata per anni.<br \/>\nGiovinezza, fede , musica, immagine. Ma soprattutto tante domande. Sono le aree semantiche a mio parere pi\u00f9 ricorrenti nel fare poetico di quest\u2019io malinconico. Ma per me rappresentano anche l\u2019eco di una cattedra e di un piccolo pubblico di ascoltatori con le gambe accavallate ed i gomiti appoggiati goffamente sul banco . Specialmente prevale il ricordo del bisogno di interrogazione, di dare alla vita un colore acceso mediante lo slancio critico. Emerge anche da una sola poesia il ritratto caratteriale, che non posso non filtrare con la mia esperienza scolastica. Quell\u2019approccio problematico, dal sapore quasi esistenzialista, nell\u2019affrontare le lezioni, quelle domande aperte nei colloqui orali, per lasciare libero campo alle capacit\u00e0 rielaborative degli alunni. Tutto converge, tutto torna ed \u00e8 condensato in pochi versi. E\u2019 la scuola che si fa pagina di vita.<br \/>\nE cos\u00ec il prof diventa, anche se solo per poco tempo, mio compagno di banco. Prende una sedia accanto alla mia ed apre un libro. E iniziamo a discutere. E i ruoli non esistono pi\u00f9. C\u2019\u00e8 solo la libert\u00e0, amata e temuta, solo domande e poche risposte. Come tanti ragazzi, anche lui, il mio prof., non sempre ha in tasca una risposta.<br \/>\nSfogliare le pagine di questo scritto, mi d\u00e0 il potere di percorrere il tempo a ritroso, di interloquire con un foglio su cui sono cascate delle parole, di interagire con un fanciullo che \u00e8 poi diventato l\u2019uomo maturo che ho conosciuto per una frazione della<br \/>\nmia vita e che mi ha insegnato.<br \/>\nI libri hanno questo straordinario potere: fanno volare uno sciame di parole, solo apparentemente fissate sulla pagina. Ma non sono affatto immobili. Corrono attraverso le generazioni, sono come una bottiglia lasciata alle onde del mare per giungere su altri lidi. Scorrendo queste pagine ho conosciuto il lido degli anni Sessanta e Settanta di un ragazzo del liceo poi subito ventenne, capace di una percezione che a quell\u2019et\u00e0, la mia, non t\u2019aspetti.<br \/>\nI flash delle luci, le immagini pubblicitarie, il suono di una clarissa, il gesso di una lavagna\u2026tutto \u00e8 recepito e rimescolato in forma poetica e lascia tracce sul sentiero di un animo solo apparentemente in formazione.<br \/>\nE cos\u00ec mi immagino il mio prof, con un accenno di barba \u2026 la Tv appena accesa e forse sintonizzata su Canzonissima , magari con un libro di letteratura americana appena chiuso sul comodino\u2026insomma un ragazzo come tanti ma che credo come pochi abbia saputo interrogare l\u2019esistenza fin dal principio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019inciampo di uno Charlot sul sentiero della vita Improvvisarsi critici letterari non \u00e8 facile. Specialmente se si tratta di poesia. 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