{"id":466,"date":"2012-03-15T14:53:35","date_gmt":"2012-03-15T14:53:35","guid":{"rendered":"http:\/\/claude.geosharing.com\/?p=466"},"modified":"2012-03-15T14:53:35","modified_gmt":"2012-03-15T14:53:35","slug":"alessandro-sala","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/archives\/466","title":{"rendered":"Alessandro Sala"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un percorso iniziatico nel museo della vita<\/strong><br \/>\nMan mano che procedevo nella lettura di \u201cGiovinezza\u2026 addio, diario di fine \u2018900 in versi\u201d, scritto dal docente di storia e filosofia Claudio Sottocornola, mi sono trovato immerso in un percorso del tutto nuovo per me. <!--more-->Se, inizialmente, l\u2019approccio ad una raccolta di poesie non suscitava alcun interesse in me, devo dire che, terminata la lettura, sono rimasto sorpreso da quanto avevo appena appreso. Ci\u00f2 che rende interessante l\u2019opera \u00e8 la sua struttura a prosimetro. Non avendo letto l\u2019introduzione al testo non sapevo che mi sarei presto calato nelle vesti di coprotagonista di un viaggio, o meglio, percorso, che l\u2019autore vive in prima persona.<br \/>\nL\u2019impressione del lettore \u00e8 quella di visitare un museo, dove in ogni sala \u00e8 stata sapientemente raccolta una tematica, simbolo di una fase della giovinezza del protagonista. All\u2019ingresso c\u2019\u00e8 la vita dell\u2019autore, che aiuta ad inquadrare ci\u00f2 che poi si vedr\u00e0 e, in qualche modo, a capirlo.<br \/>\nSubito dopo si entra, e si viene circondati da quadri le cui immagini sembrano immortalate dalla mente di un bambino che, per la prima volta, vede il mondo. Si nota chiaramente, come dice l\u2019autore stesso, l\u2019intento di fissare con le parole il proprio cuore.<br \/>\nLa stanza successiva \u00e8 dominata da un maggior disordine. La ricerca, al centro, unico punto fisso, \u00e8 la chiave di ogni opera. Il lettore, qui, sembra essere investito da un\u2019unica domanda: qual \u00e8 il significato della vita? La frenesia, l\u2019insistente desiderio di conoscere il fine ultimo della propria esistenza, diviene sempre pi\u00f9 forte fino a culminare nell\u2019evento che pi\u00f9, a mio parere, ha segnato la vita dell\u2019autore: la morte del padre.<br \/>\n\u201cE ciascuno dovette accettare di vivere giorno per giorno, e solo di fronte al cielo\u201d. Queste cupi parole si leggono incise sull\u2019architrave della porta successiva. La porta che conduce \u201calle soglie del Mistero della Resurrezione\u201d.<br \/>\nDopo questo turbinio di emozioni, tanto intense quanto rivelatrici di un dolore profondo, il lettore improvvisamente si imbatte in una sala completamente bianca che, nella sua luminosit\u00e0, \u00e8 ferma e immobile. \u201cAnni di trepidazione e preghiera\u201d sono racchiusi in questa atmosfera eterea. La vicinanza alla religione e ai misteri della fede sono il punto d\u2019inizio della \u201ccostruzione\u201d della persona: solo ora, superata l\u2019incertezza e i dolori iniziali, l\u2019autore pu\u00f2 guardare al mondo con speranza e fiducia.<br \/>\nL\u2019armonia domina la stanza successiva, luogo dove un uomo cammina in mezzo alla folla; ora, per\u00f2, non si sente oppresso da domande e problemi esistenziali: \u00e8 ristorato da sguardi, sorrisi e voci. Quale \u00e8 la fonte di questa sinfonia? La poesia, abilmente trovata nella vita quotidiana. Dall\u2019atemporalit\u00e0 degli scritti religiosi, si passa dunque ad una dimensione contemporanea.<br \/>\nLa sala successiva, infatti, \u00e8 tappezzata con colori accesi e slogan che urlano la vittoria della globalizzazione. L\u2019arancio, il rosso, il giallo, i flash del paesaggio pubblicitario sono immagini di Pop art, di miti contemporanei e di vita quotidiana; cos\u00ec ci si immerge tra litografie di Andy Warhol e immagini di Betty Boop, canzoni di Rita Pavone e concerti di Michael Jackson, povere periferie e rumorose metropoli.<br \/>\nI quadri, che il lettore vede subito dopo, narrano di un mondo che, seppur porta gioia con s\u00e9, non deve essere assolutizzato, in quanto \u201cil mondo dei segni si ribella a chi vuol ridurre la realt\u00e0 a segni\u201d. Questo verso molto attuale sembra rinviare al vocabolario odierno: semplificato e causa di una comunicazione ridotta a logo. L\u2019autore, per\u00f2, fa sorgere spontanea una domanda: se forma e superficie sono il motore scatenante di pensieri e azioni, che ruolo ha l\u2019amore in tutto questo?<br \/>\n\u00c8 proprio l\u2019amore il filo conduttore che guida il lettore nell\u2019ultima stanza. Qui vediamo un autore, che volge le spalle a ci\u00f2 che \u00e8 stato, seppur conscio che il suo percorso lo ha portato a importanti constatazioni, e, nell\u2019ultimo quadro, viene avvolto dall\u2019oscurit\u00e0. E\u2019 forse questa la fine di tutto? Rassegnazione? No, il buio \u00e8 rischiarato dai fari delle auto: la luce \u00e8 portatrice di conforto, dimostrazione che nella vita non bisogna mai arrendersi, proprio perch\u00e9 a momenti felici se ne possono alternare di tristi che, a loro volta, torneranno ricchi di gioia.<br \/>\nAnche il viaggio del lettore \u00e8 giunto alla fine, ma, come il protagonista, all\u2019uscita \u00e8 arrivato cambiato. Costui, e soprattutto un ragazzo come me, che non ha avuto l\u2019occasione di vivere quegli anni, ha potuto cogliere immagini, colori, suoni e profumi di una parte della storia che ha portato il nostro paese ad essere quello che ora \u00e8, e le persone ad essere quello che ora sono.<br \/>\nAnche il lettore, quindi, ha svolto un percorso di formazione che l\u2019ha visto partecipe della vita, dei sentimenti e soprattutto dell\u2019evoluzione dell\u2019anima del protagonista, il quale, con evidente amarezza, \u00e8 arrivato a dire addio alla propria giovinezza, ma con una certezza: la speranza nel futuro perch\u00e9, in fondo, non si pu\u00f2 rinunciare ad amare, soprattutto la vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un percorso iniziatico nel museo della vita Man mano che procedevo nella lettura di \u201cGiovinezza\u2026 addio, diario di fine \u2018900 in versi\u201d, scritto dal docente di storia e filosofia Claudio Sottocornola, mi sono trovato immerso in un percorso del tutto &hellip; <a href=\"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/archives\/466\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-466","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-students-papers"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=466"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/466\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}