{"id":5488,"date":"2018-03-30T12:49:17","date_gmt":"2018-03-30T12:49:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/?p=5488"},"modified":"2018-05-02T10:41:03","modified_gmt":"2018-05-02T10:41:03","slug":"il-vecchio-e-il-bambino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claudiosottocornola-claude.com\/wordpress\/archives\/5488","title":{"rendered":"Il vecchio e il bambino"},"content":{"rendered":"<p><i>di Marc\u2019Antonio*<\/i><br \/>\n<i>\u00a0<\/i><br \/>\n<em>Un vecchio e un bambino<\/em><br \/>\n<em> si preser per mano<\/em><br \/>\n<em> e andarono insieme<\/em><br \/>\n<em> incontro alla sera\u2026<br \/>\n<\/em><br \/>\n<i>F. Guccini, Il vecchio e il bambino<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Esiste un\u2019estenuante logorio che la vecchiaia produce sulla nitidezza dello sguardo, sulla intensit\u00e0 della percezione, sulla adeguazione al dettaglio: come se una sorta di stanchezza o languore, una qualche forma di anemia, una insofferenza per il tratteggio accurato generassero grandi intuizioni globali cui manca la forza, l\u2019energia per determinarsi e dettagliarsi, a fronte di un <i>dej\u00e0 vu<\/i> che l\u2019esperienza decisamente attesta come dato e come ovvio, come ininfluente allo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 sviluppo, per una sorta di evidenza intrinseca che non necessita se non del suo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 stesso originario bagliore. Una annunciazione che ha da restare e dimorare nel proprio annuncio, per non estinguersi e banalizzarsi in un simbolo feticisticamente autonomo, cieco e materiale, in un disegno accurato che annulli l\u2019annuncio, e quindi giocoforza la trascendenza sottesa a ogni annuncio, la speranza di l\u00e0 da venire e la sua luce.<\/p>\n<p>Questa luce \u00e8 invece rimasta nei disegni che Claudio Sottocornola consegna al suo pubblico come <i>Pop Ideas<\/i>, con tanto di maiuscole a definire un ambito che parrebbe quello delle <i>Idee <\/i>platoniche, coniugato tuttavia con quel mondo dal basso che \u00e8 il <i>popular<\/i> nelle varie declinazioni del suo immaginario, e dunque piegato a un ossimoro che coniuga trascendenza e immanenza nel segno dell\u2019icona che rinvia ad altro da s\u00e9 pur rimanendo in s\u00e9.<\/p>\n<p>E doppiamente rinviano ad altro pur dimorando in s\u00e9 le immagini che il<i> filosofo del pop<\/i> propone alla nostra attenzione: da un lato, infatti, come ogni immagine,\u00a0 esse rinviano al loro significato, e pertanto al personaggio o alla situazione volta a volta evocati, dall\u2019altro lo fanno attraverso una volontaria insufficienza nel definire, delimitare, svolgere, e in ci\u00f2 attestano e spiegano il loro carattere di <i>idee<\/i>, cui un elevato grado di astrazione impedisce di articolarsi e banalizzarsi in un qualunque tangibile che ne tradisca la vocazione \u2013 l\u2019enigma ? \u2013 alla trascendenza.<\/p>\n<p>In ci\u00f2 ha qualcosa a che vedere la \u201cvecchiaia\u201d di cui si parlava prima: anche se Sottocornola \u00e8 un artista maturo, anche anagraficamente, la vecchiaia di cui si parla riguarda maggiormente il bagaglio di esperienza, il vissuto, il <i>know-how<\/i> della vita e, perch\u00e9 no, il senso della cultura o <i>weltanschauung<\/i><i> <\/i>che il nostro autore attesta come ormai correlata a una trascendenza radicale, disinvolta e davvero notevole dai paradigmi correnti. Cos\u00ec, a fronte dell\u2019intuizione estetica, il Nostro dichiara, e qui portando alle estreme conseguenze il concetto contemporaneo di arte come nuova intuizione del mondo \u2013 o costituzione di senso \u2013 piuttosto che come sua ideale rappresentazione, che gli \u00e8 del tutto indifferente dettagliare, articolare, sviluppare, magari avviluppando la purezza di una intuizione originaria in una melmosa rappresentazione, e quindi dichiara quanto basta e passa oltre. Lasciandoci un po\u2019 di polvere di stelle.<\/p>\n<p>Si capisce perch\u00e9 Sottocornola ami il <i>popular<\/i>, come Fellini amava il circo. E si intuisce perch\u00e9 lo sfavillio di comete dei suoi disegni rechi tracce di santi e rockstar, rotocalchi e immaginette, primedonne, bellimbusti e anacoreti. Icone dell\u2019invisibile, paradigmi dell\u2019esistere, brividi dell\u2019attualit\u00e0 e della storia, sono essi forse le tante monadi che riflettono i diversi sguardi di un dio sul mondo al momento della sua creazione?<\/p>\n<p>Che bisogno c\u2019\u00e8 di andare oltre l\u2019idea che qualche occulta reminiscenza ci rinvia, o che semplicemente al nostro sguardo \u00e8 dato contemplare per una sua intima vocazione all\u2019essenza? Che bisogno c\u2019\u00e8 di perdere tempo a raccontare, quando una illuminazione, ancorch\u00e9 stanca e resa anemica dal perdurante fissare, ci appalesa un\u2019evidenza che \u00e8 giocoforza raccogliere? Del resto, tale approccio olistico sembra favorito in quanti, come Buzzati o Fo, non fanno della visione la loro priorit\u00e0 istituzionale, e forse proprio per questo non restano condizionati dai clich\u00e9 delle rappresentazioni correnti.<\/p>\n<p>In questo la vecchiaia ha la stessa attitudine dell\u2019infanzia. Una sorta di fretta rispetto al tempo che passa, una sorta di approccio olistico e pantagruelico, una strana vividezza o capacit\u00e0 di sintesi che va dritto all\u2019essenziale e non si dilunga in preamboli n\u00e9 in strascichi inutili, ma afferra il dono con innocente sorpresa, con malcelata esultanza, o anche con una trepidazione commossa.<\/p>\n<p>E non lo trattiene, perch\u00e9 non si spenga come una lucciola catturata, ma se possibile lasci una scia volandosene altrove. La gioia dell\u2019infanzia, che il <i>filosofo del pop<\/i> dichiara di voler ritrovare coi suoi disegni, si sposa in quegli stessi disegni con la quiete della consapevolezza, quella attitudine che gli antichi identificavano con la saggezza e che noi, ormai ammalati (o vaccinati?) da anni di pensiero debole, identifichiamo sempre di pi\u00f9 col gioco, o quantomeno con la sua leggerezza, rispettosa del molteplice e del diverso, del vecchio e del nuovo, di immanenza e trascendenza.<\/p>\n<p>La vecchiaia dell\u2019Europa sar\u00e0 l\u2019infanzia di un nuovo mondo? Una manciata di idee pop intanto sembra insinuarlo come un paradosso zen, come un appassionante gioco delle biglie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*<em>Claudio Sottocornola parla di \u201cC. Sottocornola, Pop Ideas\u201d<\/em>.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marc\u2019Antonio* \u00a0 Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera\u2026 F. 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